martedì 29 dicembre 2009

Genitori e figli, figli, figli, figli e ancora figli!

Vagando per la rete e spulciando i blog altrui si portano alla luce moltissime cose interessanti.
Giusto poco tempo fa cercavo sfogliando i blog sucessivi al mio e ho constatato che c'è un'enormità di famiglie (statunitensi per lo più) che ha creato un blog su di sé, tapezzandolo di foto dei propri bambini. I bambini che giocano con la neve, i bambini che fanno i biscotti, i bambini tutti sporchi di cioccolato...
Certo, nulla di diverso dal mio blog in cui parlo di me e delle mie riflesioni, ma questo si collega ad un altro fatto recente.
Ero ad una cena con amici e mi è stata presentata una coppia; mi sono amabilmente messa a chiacchierare  con loro (i quali, del resto, non mi hanno dato altre possibilità) e già nei primi 30 secondi di conversazione è comparsa la loro bambina. Nei successivi 5 minuti è stata l'argomento principale: io di quella bambina, ormai, so più di quanto non sappia della mia quasi-nipotina; so come parla, cosa mangia, come zampetta in giro. In questi pochi minuti ho provato a cambiare discorso un paio di volte, puntando sulla letteratura e sull'attualità (era il periodo delle due maestre di asilo nido scoperte a maltrattare i bambini) ma il risultato è stato scoprire cosa legge la bambina e perché non la mandaio all'asilo nido.
Quando si diventa genitori si perde automaticamente la capacità di parlare di altro?
Avere costantemente nel cuore e nell'anima l'immagine del proprio bambino (indubbiamente e meravigliosamente il centro della propria esistenza, il fulcro su cui oscilla la propria vita) porta una persona a non saper più filtrare i pensieri?
Eppure, la mia più cara amica, diventata mamma poco più di un anno fa, rimane una persona interessante e ricca di spunti e argomenti di conversazione. Certo, la piccola C. entra sempre nel discorso una volta o due, ma non monopolizza la scena; e c'è anche un'altra cosa da dire: io conosco e voglio bene alla piccola C. mentre la bambina della coppia conosciuta alla cena non l'ho mai vista. La piccola C. è parte integrante della vita di una delle persone a cui voglio più bene ed è naturale che mi interessi. L'altra bambina, invece, riguarda persone che conosco appena e che avrei potuto voler conoscere meglio se non si fossero presentati da subito come genitori ma come individui.
Quando hai un figlio cessi di essere un individuo? Se sì, come fai ad educarlo, crescerlo, trasmettergli ciò che sai e insegnargli ad essere ciò che è se tu stesso hai abbandonato la tua personalità?
Mi chiedo che tipo di madre sarò io. So già che adorerò i miei figli più di quanto io possa immaginare, ma non voglio far parte di quel gruppo di genitori che alle feste e alle cene tediano perfetti sconosciuti con racconti di vita quotidiana dei propri bimbi.
Contenersi e filtrare: due cose che dovrebbero insegnare ai corsi premaman.

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