domenica 3 gennaio 2010

Capodanno al mare

Partenza alle 18,50, in pazzesco ritardo sulla tabella di marcia. A quell'ora, infatti, saremmo già dovuti essere alla casa al mare di un'amica, dove ci aspettava il resto della compagnia per il cenone di Capodanno.
Il menu consisteva in un antipasto freddo a base di salumi, sottaceti e torta salata, in una pasta condita con sugo alle polpettine, un ottimo gulash di manzo (non lo dico solo perché l'ho preparato io: era davvero squisito!), un misto di verdure passate in tegame, dolci vari e per festeggiare la mezzanotte il classico
zampone con delle eccellenti lenticchie (non crediate che stia lodando le lenticchie per il semplice fatto di averle cucinate io; quelle lenticchie sono venute davvero bene!).
Musica, il "gioca jouer" dei lavori domestici (grazie al quale abbiamo scoperto che una parte consistente del popolo maschile non sa nemmeno come si rifaccia un letto) e il Trivial Pursuit di rito, stavolta con domande aggiornate agli anni correnti e non agli anni '70.
Siamo andati a dormire alle quattro e mezza da bravi pensionati (la gente vera, a quell'ora di capodanno, è ancora in giro), accampandoci su divani letto, materassi da campeggio e sdraio da spiaggia; per la prima volta dopo sette anni e mezzo sono riuscita a dormire abbracciata al mio dolce 3/4. Un miracolo chiamato "Pigiama" l'ha permesso, trattenendo quel calore da altoforno che emettono gli uomini quando dormono come mamma li ha fatti.
La mattina è cominciata a mezzogiorno con una colazione a base di torta alla crema con frutti di bosco, cafellatte e lenticchie; nulla, a parte un piccolo neo chiamato "denaro", ha tolto divertimento e piacevolezza ai festeggiamenti. L'amica tenutaria dell'appartamento ha chiesto un contributo di pochi euro ciascuno per il consumo energetico del riscaldamento, ancor prima di decidere di fare a casa sua e tutti hanno accettato; inizialmente non sembrava un problema, nonosante lo sproposito chiesto, ma al termine delle giornate non è stato considerato che il termosifone elettrico in dotazione ha scaldato notevolmente di meno rispetto alle due stufe a cherosene poratate da uno degli ospiti e che tutti noi abbiamo dovuto lavarci, prima di dormire e dopo esserci svegliati, con l'acqua gelata, in quanto lo scaldabagno era stato lasciato spento. Ora, nessuno è andato a discutere per cinque euro a testa, ma la richiesta (nonostante i fattori sopra elencati) ha creato un po' di malumore e ha spinto tutti a una piccola protesta: nessuno ha mosso un dito per mettere a posto o pulire più di quanto avesse utilizzato per dormire...se quei cinque euro a testa non ci avevano scaldati, almeno ci avrebbero evitato le pulizie!
Così, con l'amaro in bocca ma senza discutere per non rovinare ulteriormente la bella nottata tra amici, ci siamo avviati verso le macchine per tornare alla nostra quotidianità.
Il ritorno in città è stato tranquillo, ogni coppia con la propria auto ed il proprio percorso, noi per statali e gli altri in autostrada.
L'anno nuovo sembrava ancora addormentato: la nebbia si perdeva nelle campagne circostanti alla strada deserta e il silenzio tutto attorno, la luce fioca del pomeriggio, aumentavano questa sensazione di sonnolenza. Non veniva nemmeno voglia di chiacchierare in macchina; la radio suonava in un clima spettarale che sarebbe potuto appartenere alla fiaba originale de "La bella addormentata nel bosco", quando dopo cento anni dall'incantesimo, il principe entra nel castello e trova tutti addormentati di un sonno profondo.
Siamo arrivati in città a sera fatta, ed ognuno è tornato diligentemente alla casa dei genitori, non avedo ancora il nostro bell'appartamento pronto ad accoglierci per la notte.
A casa speravo di poter guardare un film noleggiato che desideravo vedere da giorni: Chicago. Il più bel musical degli ultimi anni, un film vivo e coinvolgente. Purtroppo, però, mia madre l'aveva appena visto in televisione, così ho dovuto rimandare il progetto a tempi più favorevoli.

La giornata di oggi è stata del tutto straordinaria: abbiamo ottenuto un buon preventivo per una cucina bella e funzionale per poi cenare al ristorante giapponese con amici venuti da lontano che non vedevamo da questa estate. Torno a casa. Non è troppo tardi per mettere su Chicago, ma appena varco la soglia mi accorgo ch non tutto va come dovrebbe: mia madre è furiosa perché il monitor per il computer appena acquistato fa le bizze. No, in realtà non fa le bizze: non funziona proprio.
Dovete sapere che già da un mese il vecchio schermo del computer fisso di casa è andato in pensione per invalidità e che solo oggi si è provveduto a trovargli un degno sostituto: l'hanno preso i miei genitori e l'hanno installato, ci hanno lavorato un po' e poi...puff...è diventato tutto nero. Il bottoncino dell'accensione è illuminato, quindi la corrente arriva; accendendo e spegnend il computer si rilevano cambiamenti della luminosità, ma nessun tentativo da profana riesce a farlo funzionare.
Ormai si è fatta mezzanotte, così, prima di arrivare al gesto estremo di uccidere il nuovo monitor mal funzionante mi ritiro nel soggiorno con una copertina in morbido pile blu scuro per gustarmi, sola e pacifica, Chicago.
Accendo il lettore DVD, premo il tastino per fargli tirar fuori la lingua ma...la bocca resra serrata, Niente linguaccia su cui mettere il CD. Ripovo: niente. Riprovo: niente. Ancora: nulla.
A questo punto sono indecisa se ritenermi sull'orlo di una crisi di nervi e rendere a testate il lettore DVD finché non si decide a mostrarmi la lingua o sventolare bandiera bianca e andarmene sconsolata a letto. E qui, l'illuminzione! La lampadina di archimede! L'ispirazione di Talia! Decido di scrivere tutto qui, sul blog, attraverso il portatile di mia madre, da tempo ormai trasformato nell'unico computer della casa. Da qui il passo è breve: se posso raccontare ciò che è accaduto sul blog potrò anche guardare il film.
Così è stato: mi abbandono al buio sul divano, il volume basso per non disturbare i miei genitori sonnacchiosi e guardo questo capolavoro di regia, coreografia e interpretazione. Mi affascina sempre Richard Gere nei panni dell'avvocato figlio di buona donna e senza scrupoli, mi disgusta la Zellweger moglie traditrice e assasina del proprio amante falsa fin nel midollo, mi emoziona Catherine Zeta-Jones e mi commuove la devozione di Amos, interpretato da un bravissimo John C. Reilly.
Posso andare a dormire felice: domani imparerò a fare i bignè e appenderò lo specchio del bagno a casa nuova.
Spero solo di riuscire a svegliarmi ad un'ora decente.
Perdonate eventuali orrori e refusi di battitura ma a quest'ora della notte non ho molta voglia di rileggere e ricontrollare tutto.

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