martedì 12 gennaio 2010

Piastrellomachia

Succede così, quando non si discute e non ci si prende la briga di scegliere assieme.
Succede stupidamente, pensando di far piacere all'altro che pensa di far piacere a noi.
Si va insieme in un centro bricolage-faidate-tuttodituttopertutti a cercare delle piastrelle per la parete della lavatrice e e del lavabo nel ripostiglio; le si cerca in offerta, a poco prezzo, perché tanto nel ripostiglio non ricevi gli ospiti; le si cerca comunque carine, perché anche l'occhio vuole la sua parte.
Uno fa alcune proposte, ma l'altro non risponde con chiarezza; non dice "sì, va bene, mi piacciono" né "quella no, fa schifo!"; si limita a " va beh...ma scegli tu, decidi tu, a me va bene tutto."
Il problema sorge quando chi viene incaricato di decidere non vuole farlo da solo; scegliere in solitudine per qualcosa che riguarda entrambi non è appagante; non c'è piacere alcuno nel decidere disgiuntamente alcuni pezzi della casa perché la casa dovrà parlare di entrambi contemporaneamente; la casa dovrà essere lo specchio della coppia, non di due individui affiancati, perché chi la abiterà sarà una famiglia, non due coinquilini.
"Dimmi quali ti piacciono, così scegliamo assieme."
"Decidi tu, mi sta bene qualunque cosa sceglierai."
"Ma io voglio che tu mi dica quali ti piacciono, devono andar bene ad entrambi!"
Si va avanti con queta tiritera in stile "E invece sì/E invece no" finché uno dei due non cede.
"Ok, mi piacciono quelle verdi."
"Anche a me, ma quelle verdi non ci stanno col pavimento."
Si ricomincia con "Allora scegli tu/No scegliamo assieme": il sostenitore di "scegli tu" è frustrato perché vede che nessuna decisione viene presa; chi dei due insiste col "decidiamo assieme" è frustrato perché si sente abbandonato per una decisione che non vuole prendere da solo. "Scegliamo assieme" avanza qualche proposta senza ottenere alcun commento utile a capire veramente il pensiero dell'altro. Gli vengono segnalate delle piastrelle rosa, lucide che non apprezza e lo dice velatamente, per non scoraggiare "Decidi tu" che, controvoglia, sta parecipando alla scelta.
Finalmente eccole: color avorio, lisce, senza fronzoli, poco costose. L'accordo è raggiounto: piacciono ad entrambi ma bisogna ordinarle. Poco male pensa "Scegliamo insieme", il tempo non manca, bisogna attendere che gli elettricisti si mettano all'opera e solo dopo piastrellare; "Scegli tu" sperava di averle a disposizione subito; a portata di mano ci sono quelle rosa lucide che non piacciono a "Scegliamo insieme", ma "Scegli tu" insiste. Si gira, si corre da una piastrella all'altra, non si parla.
Si torna al "Scegli tu/No, scegliamo insieme".
"Scegliamo insieme" vuole chiudere la questione ed inaspettatamente, senza più voglia di discutere, decide. In solitudine. Senza soddisfazione.
Ha optato per quelle rosa lucide, costose, lontane da ciò che voleva per lo sgabuzzino ma disponibili; le ha accettate per accontentare "Scegli tu", perché nemmeno le altre piastrelle disponibili in magazzino erano di suo gradimento.
Si paga, si va a casa e si litiga sul motivo per cui uno vuole scegliere assieme mentre l'altro delega le decisioni.
"Scegliamo assieme" vince la battaglia.
Si fa pace, ci si dà un bacio.
Si scopre che le pisatrelle non piacciono a nessuno dei due.

Succede così, quando non si discute e non ci si prende la briga di scegliere assieme.
Succede stupidamente, pensando di far piacere all'altro che pensa di far piacere a noi.

Ed ora abbiamo delle piastrelle che fanno schifo ad entrambi e non le possiamo nemmeno portare indietro; la prossima volta ci penseremo due volte prima di commettere lo stesso stupido errore. Intanto ci ridiamo su...
Se non altro la cavolata l'abbiamo fatta insieme! ^___^

Nessun commento:

Posta un commento