venerdì 12 marzo 2010

Letterina a Babbo Compleanno

Caro Babbo Compleanno,
io lo so, ma in molti ignorano che tu e Babbo Natale siete fratelli; il più famoso è di certo lui, ma non ti abbattere perché anche se siamo in pochi a riconoscere il tuo lavoro, lo apprezziamo davvero tanto.
Babbo Natale afferma che il lavoro più arduo sia il suo, poiché si trova a dovver consegnare un sacco di regali in giro per il mondo, condensando il tutto in poche ore. Io so che non è così: lui normalmente ha le letterine, e oltra alla consegna non deve fare molto altro. Tu, invece, ti trovi prima di tutto a dover indovinare cosa vuole il destinatario, scovare chi gli farà i regali e insinuare l'ispirazione nelle loro menti. Sono tre passagi tutt'altro che semplici!
Pe questo vorrei alleggerirti un po' il lavoro, ma non so proprio cosa potrei volere. Avevo un desiderio, che era qualcosa di prezioso non ben definito, qualcosa di elegante e lucenmte: beh, hai indovinato, e Matteo me l'ha regalato.
Adesso però non so nemmeno decidere se preferirei ricevere qualcosa per me o qualcosa per la casa.
Voglio dei CD di musica country, come per Natale?
Dei libri, magari?
Dei DVD?
Talisman?
Un gioiello?
Un bel vaso in cristallo, un piatto centrotavola, una ciotola, qualcosa di arredamento?
Qualcosa per il lavoro?
Una borsa?
Non lo so.
Forse, ormai, sono troppo soddisfatta di quello che ho per chiedere altro; nulla di quello che mi viene in mente mi procura l'acquolina, nulla accende il mio spirito di gazza ladra; son tutte cose carine, ma niente mi farebbe fare i salti di gioia e battere le mani come un bimba. Come al solito quello che mi rende più felice è vedere che gli altri ne sanno più di me su quello che desidero!
Caro Babbo Conmpleanno, sono un caso disperato. Scegli tu cosa farmi arrivare, a me va bene tutto; e poi, se è un regalo, perché devo chiedere e pensarci io?
L'unica cosa che voglio senza compromessi è poter festeggiare con gli amici e la famiglia a più riprese.
Sono sicura che come al solito svolgerai il tuo lavoro con eccellenza...spero solo di non averti mandato in crisi con quasta lettera.
Un abbraccio,
 Irene

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