giovedì 18 marzo 2010

Risposta a E. , anonimo la cui firma consiste in una sola lettera puntata

Non avevo intenzione di "giustificare", ma di "spiegare". 

La differenza è che si giustifica quando si ritiene di essere in una condizione di inferiorità col proprio interlocutore e si vuole ad ogni costo sollevare la propria condizione. Non è il mio caso.

Si spiega, al contrario, per pura cortesia. Questo è il mio caso, e ora ti spiego perché:

Io non ritengo di dover giustificare nulla, specialmente a te, perché anche se non ho la certezza di chi tu sia (una vaga idea, però, sì) sono del tutto sicura che tu non sia il destinatario di questa lettera. Spiego, come ho detto, per pura cortesia, anche se potrei tranquillamente ignorare le provocazioni (e ne avrei il diritto, per i motivi che seguono).

Su questo blog pubblico ciò che mi riguarda fino al punto in cui non ho problemi a "spogliarmi" emotivamente davanti ad un potenziale pubblico, e questo è un secondo motivo per cui non ho la minima intenzione di "giustificare" ciò che scrivo, ma al massimo spiegare. Più di tanto non metto in piazza e ho il pieno diritto di pormi dei limiti.

Troppo comodo? Parlo solo di diritti e non di doveri? Certo, ma è un mio spazio personale, e ribadisco MIO, quindi costruito su misura per me e da me; questo è quello che offro, se qualcuno è interessato a leggere, come ho già detto, leggerà e apprezzerà o meno e lo potrà tranquillamente dire. Del resto io non ho preso alcun impegno nei confronti dei lettori, ma solo nei confronti di me stessa, e tale impegno è mantenere un posto in cui scrivere ciò che sento se lo desidero, perciò chi non è interessato o cerca solo un modo per creare fastidi non ha motivi di criticare: Quaderno Pubblico non è destinato a lui. Ad ogni modo le critiche positive e costruttive ("potresti scrivere di più di Anna", "potresti inserire le tue foto", "potresti scrivere le cronache della tua campagna", "potresti imparare a scrivere meglio leggendo il manuale X" "questo pezzo mi pare estremamente ripetitivo, cerca di essere più spontanea" ...) sono quelle che accetto volentieri.
 
Del resto su Quaderno Pubblico non si nega ospitalità a nessuno, nemmeno al più ridicolo provocatore il cui intento sarebbe solo farmi andare di traverso la giornata.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Vero, questo è il tuo blog e decidi tu cosa farne. Questo non cambia di una virgola la sostanza delle tue scelte: se elimini dei commenti che non ti garbano, a meno che non contengano link pornografici o altre oscenità, dai prova di non voler tollerare le critiche.
Se mi ubriaco abitualmente a casa mia, il fatto di essere il padrone di casa non mi rende meno ubriacone.
Quanto alla "costruttività" delle critiche, i commenti sono dei visitatori e sono liberi di scriverci quel che vogliono :-P
E adesso cancellalo.

Eretico (no, non sono l'E. che ti tormenta, ma quello del commento al primo post)

Irene ha detto...

La penso così anche io, infatti gli unici commenti che ho cancellato erano scaramucce tra due che avevono scritto e che non riguardavano me (uno dei quali E.).Il terzo è andato perso perché ho cliccato sulla riga sbagliata e come ho detto mi dispiace.
Inoltre, come noterai non ho impostato moderazioni preventive, non ho cancellato il post in cui mi si dava della persona falsa (che mica mi garba, sia chiaro) ma ho solo fatto delle richieste di civile comportamento, e questo perché ritengo che i commenti siano liberi.
Il senso del post non è "il blog è mio e me lo gestisco io" (urlato sventolando un mouse), ma "il blog è mio e il fatto di esporre dei sentimenti non significa che debba spogliarmi completamente solo per giustificarli".
Quanto al commento del primo post, credevo che venisse da E. ;)

Anonimo ha detto...

Chi sono dovresti saperlo, ho firmato come E. perchè mi firmo così quando scrivo di fretta. A me delle tue spiegazioni non importa molto, hai cancellato quello che ho scritto giusto perchè tu non tolleri le critiche e ti trinceri dietro la banale scusa del "Lo spazio e mio e non son tenuta a rispondere" quando non sai come controbattere. Ci tengo a precisare che so fin dall'inizio che il destinatario della lettera non sono io, in primis perchè noi non siamo amici e secondo perchè io non ti ho fatto gli auguri a Natale. Ho commentato visto che ho trovato di una falsità incredibile la lettera, in particolare ho interpretato questa lettera quasi come un volersi giustificare ed io detesto le falsità in maniera viscerale, a prescindere da chi sia il destinatario.
Gli amici non esistono solo per passare il tempo quando si è soli o annoiati e questo forse dovresti impararlo, visto che sei una delle persone più opportuniste e finte che io conosca.
Ti lascio a quei quattro (forse anche meno) gatti che ti seguono e ti dicono quello che ti vuoi sentire dire.

E.

Irene ha detto...

hai cancellato quello che ho scritto giusto perchè tu non tolleri le critiche e ti trinceri dietro la banale scusa del "Lo spazio e mio e non son tenuta a rispondere"

Se così fosse non avrei risposto, e non continuerei a farlo. :)

Anonimo ha detto...

E' soltanto aria fritta, niente di più niente di meno.

E.

Anonimo ha detto...

Non ti smentisci mai. Affermi di volere un "dialogo" con le persone, in realtà ti preme solo sentire gli altri che concordino con te. Infatti ignori o aggiri sistematicamente le argomentazioni altrui e non fai altro che ripetere i tuoi slogan (dialogo, femminismo, sensibilità, "ho ragione io", ecc) cambiando al massimo qualche parola per non dare l'impressione di fare copia-incolla.
Questo non è dialogare, questo è assillare la mamma finché non ti compra le caramelle.

Eretico

Irene ha detto...

Buona Pasqua anche a te, Eretico.
Agli insulti non rispondo, tutto qui.

Anonimo ha detto...

I*******e è un insulto. Testa di ***** è un insulto. Il resto sono opinioni/giudizi/descrizioni su di te e il tuo modo di fare. Bollarli come insulti e ignorarli non fa altro che confermare quanto da me scritto sul commmento precedente.

Eretico

Irene ha detto...

Ipocrita falsa, sono insulti: non serve che siano diretti o volgari, lo sono e basta. Non mi saranno stati rivolti direttamente qui sul blog? è capitato ben su facebook, e per e-mail. Vogliamo parlarne in senso legale? Mi pare che il codice penale definisca come ingiuria qualunque affermazione che lede la dignità altrui.
Ah, ecco, cito l'articolo di riferimento:
"Art. 594 Ingiuria
Chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente e' punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a lire un milione.
Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa.
La pena e' della reclusione fino a un anno o della multa fino a lire due milioni, se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato.
Le pene sono aumentate qualora l'offesa sia commessa in presenza di piu' persone."
E rilancio con la diffamazione:
"Art. 595 Diffamazione
Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con piu' persone, offende l'altrui reputazione, e' punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire due milioni.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena e' della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a lire quattro milioni.
Se l'offesa e' recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicita', ovvero in atto pubblico, la pena e' della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a lire un milione.
Se l'offesa e' recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorita' costituita in collegio, le pene sono aumentate."
Le mie ragioni, la volta che fu, le ho spiegate fino a farmi venire i cali ai polpastrelli, ma per il mio interlocutore erano "insufficienti" oppure "non reggevano", e questo solo perché non gli davo ragione. Se una persona non è in grado di capire ciò che gli è stato detto non si incolpi me, ma la sua capacità di analisi del testo. Inoltre, dopo quella esperienza, il dialogo lo cerco con persone che ne valgano la pena: chi si diverte ad attaccare per il puro gusto di farlo ripetendo le stesse cose (falsità, ipocrisia, mancanza di spiegazioni)come un nastro inceppato (cito: "cambiando al massimo qualche parola per non dare l'impressione di fare copia-incolla.") non ne vale la pena.
E ora ho perso fin troppo tempo a difendermi dalle vostre accuse, quindi se desiderate vi darò ragione.
Sono falsa, sono ipocrita e fuggo il dialogo con persone sensate, calme e per nulla prevenute, quali siete voi. Voglia il genere umano perdonarte la mia meschinità, ma non risponderò più alle provocazioni.

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