venerdì 30 aprile 2010

leonardo: Perché la tv succhia?

Certe cose vanno divulgate, affinché chiunque possa leggerle e prendersi 5 minuti di riflessione. Questo è molto interessante, lo consiglio a tutti:

La formula è molto semplice: una chat con uno studente del DAMS venuto dal futuro. Il rischio di un risultato banale e noioso era enorme, ma la stesura è brillante e, strano a crederlo, realistica.
Godetevi la lettura!

giovedì 29 aprile 2010

Maledetta pipì

Ebbene sì, io sono l'unica cretina capace di far tardi all'interno del proprio ufficio.
Da una settimana mi preparavo per un incontro con due importanti clienti esteri, in cui avrei dovuto dar sfoggio del mio inglese per far colpo sul capo.
La mattina è trascorsa nell'organizzazione, a cominciare dal momento del risveglio: con immensa cura mi sono agghindata, indossando un vestito formale senza maniche color antracite, la gonna appena sotto il ginocchio e lo scollo a barchetta; scarpe nere con tacco alto, calze velate appena visibili e un golf morbido di un elegante rosa chiaro. I capelli, stranamente, mi stavano alla perfezione e pur senza trucco avevo un ottimo aspetto.
Arrivata in ufficio ho cominciato a preparare il materiale, finire le ultime traduzioni e rivedere la situazione col capo: i clienti erano attesi alle 13, ed eravamo in perfetto orario. Loro no, purtroppo: alle 13 ha cominciato a scapparmi la pipì e i clienti non arrivavano; ho atteso fiduciosa, trattenendomi, finché alle 13,45 non sono più riuscita a reggere e sono corsa al gabinetto.
Due minuti. Solo due minuti di assenza dalla scrivania per perdere l'arrivo dei clienti. Nessuno dei colleghi con cui condivido la stanza si è degnato di dirmi che il telefono aveva squillato, che qualcuno mi aveva cercata; l'ho saputo per caso 5 minuti dopo, ascoltando di sfuggita un discorso in cui un collega diceva ad un'altra di aver visto i clienti.
Sono entrata in sala riunioni a meeting iniziato, salutando garbatamente e scusandomi con dignità, mentre nel mio intimo avrei voluto scomparire, sprofondare nel terreno per non affrontare quella vergogna. Vedendo la porta chiusa avevo addirittura pensato di fare dietro front ed andarmene, ma la mia razionalità ha avuto, fortunatamente, il sopravvento.
Maledetta pipì!

martedì 20 aprile 2010

Stefano Benni e la Miosfera

Dal sito di Repubblica, un interessante articolo di Stefano Benni:

ALLEGRETTO

Vi prego, salvate la Miosfera

di STEFANO BENNI

UN preistorico vulcano islandese erutta e tutto il modernissimo traffico aereo è bloccato. Ma l'Italia sembra far parte di un'altra galassia e pensa solo alle sue piccole beghe. Il fifone schiva-processi dice che la mafia è un'invenzione dei media e Dell'Utri è un cartone animato. Bossi dà la colpa della nube alla crisi monetaria islandese e reclama le banche del Polo Nord.

Bertone è alla ricerca di un'analogia tra i crateri e i sodomiti. Bersani dice, si sciolgano pure i ghiacciai, basta che non si vada al voto. E alla fine il ministro Matteoli se ne esce con una proposta geniale: nessuno viaggi. Abbiamo capito perché è ministro.

Il terremoto di Haiti dopo una settimana è sparito dai media, ma al suo posto impazza una catastrofe ben peggiore: Minzolini e colleghi che si accapigliano sul milione di telespettatori perduti. Intanto abbiamo nuovi sismi in Nuova Guinea Afghanistan e Cina, ma l'argomento è logoro, non interessa più.

E dire che di problemi ambientali ne abbiamo anche noi. La penisola italica sembra snella ma è obesa. Con l'Alta Velocità possiamo schizzare da Roma a Milano in tre ore e due pacchetti di biscottini. Ma attraversarla per il largo da Roma a Cesena è come affrontare il Sahara. I cantieri della Salerno-Reggio Calabria sono patrimonio archeologico, al posto degli autogrill potrebbero avere dei nuraghi. Le autostrade a pagamento sfavillano di asfalto drenante, ma quando piove un terzo delle strade normali frana o è inagibile.

L'acqua sarà il business del futuro, è già pronta la privatizzazione con relativa spartizione. Ci sarà l'acqua Padana, metà Po metà Tevere, perché la Lega ha il cuore a nord ma l'esofago a Roma. Poi avremo Pidiella, l'acqua che combatte la renella e gli avvisi di garanzia. L'Acquafini che fa digerire i magoni e ripristina l'obbedienza. L'acqua Centrorosso, con lieve percentuale alcolica per far finta che le elezioni siano state un trionfo. Infine l'Acqua del sud, che essendo la mafia un'invenzione televisiva, sarà imbottigliata da Maria De Filippi.

In quanto all'aria le nostre città sono avvelenate dallo smog ma è tutto un fiorire di Ecomaratone, Vivilabici, Corricheseisano, Domenica Respira. Una o due volte all'anno migliaia di cittadini in tuta e scarpette testimoniano la loro volontà di sopravvivere. Ma il giorno dopo Domenica Respira c'è già Lunedì Ansima e poi Martedì Strozzati. È uscito anche un decalogo "per attraversare bene una città", come a dire, la colpa non è dell'inquinamento, ma dei cittadini idioti che non sanno respirare. In quanto alla Fiat, ha le auto elettriche pronte ma finché c'è il petrolio mancano le prolunghe.

E tra poco riavremo il nucleare. Verranno costruite solo centrali della moderna terza generazione. Vuole dire che ci devono guadagnare almeno tre grosse industrie. Nessuno ha proposto di costruire una nuova generazione di edifici scolastici, non si guadagna abbastanza.

Tutto questo testimonia che, di fronte a un emergenza ambientale senza precedenti, l'Italia continua a mostrare scarsissima conoscenza e coscienza ecologica. Ci sono singoli parlamentari, associazioni benemerite, comitati di cittadini, qualcuno come Grillo o Vendola che ci sta provando. Ma il partito verde italiano è sempre stata la cenerentola dei partiti verdi europei.

Tutti sentiamo parlare di pale eoliche e pannelli solari, ma le pale restano ferme, e sul fotovoltaico c'è un caos di leggi, di certificazioni improvvisate e di confusione sui costi. Sui nostri tetti l'unica cosa che trionfa è la parabolica.

Camion e navi con rifiuti tossici non hanno smesso un istante di attraversare i nostri territori e il nostro mare. Basta pagare una multa e si riparte. E la nostra prevenzione incendi è al livello di quella degli eschimesi.

Forse c'è una spiegazione. Forse l'Italia si è affezionata all'immagine di qualcosa di sporco, franante, disordinato, e guasto. Le nostre bellezze devono avere un contrappunto fetente, per venire incontro alle aspettative ai turisti. Che infatti fotografano con la stesso interesse i nostri quadri e la spazzatura per strada.

Eppure la parola "pulito" salta fuori in ogni nuovo slogan, iniziativa, e palingenesi. Berlusconi si è promozionato ripulendo una parte di Napoli, poco importa che adesso tutto stia tornando come prima. Le gallerie ferroviarie "ecostabili" della Roma-Bologna hanno distrutto i torrenti dell'Appennino, ma non sentirete mai un'amministrazione rossa protestare per questo scempio. Andate sullo Jonio e vedrete che per un ecomostro abbattuto, un altro sta spuntando.

Chi ci difende da questo massacro mafioso-cementizio? I geologi, i sismologi, i metereologi sono ormai post-esperti. Nel senso che vengono ascoltati solo dopo i disastri. Sarebbe bellissima una trasmissione televisiva in prima serata col titolo "Io l'ho visto" in cui si denunciano i pericoli e i guasti del dissesto idrogeologico e si indica come intervenire subito. Ma i disastrologi devono constatare, non inquietare. E i più furbi tra loro hanno un argomento rassicurante, che garantisce un nuovo passaggio in televisione: dicono "è vero, è un disastro ma è già successo nel 1937". Verrebbe voglia di farsi trovare a letto con la loro moglie dicendo "quello che lei pensa è vero ma non si arrabbi, è già successo nel 1998".

Il vulcano, dicono gli scienziati, non è una malvagia anomalia, ma un motore della biosfera. In questo caso il prefisso "bio" viene usato seriamente: ma ormai non c'è prodotto che non esibisca queste tre lettere come pennacchio. Da biogas si è passati a bioyogurt, biomassaggio, biodentifricio e anche biopannolino per bioculi grandi e piccini. Quando si tratta di vendere, sono tre lettere magiche. Quando però si parla di biosfera, cioè di un organismo che non si può vendere, ma che si dovrebbe difendere dalla sfrenatezza economica, il discorso cambia. Ogni istanza ecologica diventa biochiacchiera apocalittica. E i giapponesi con cinica serietà scientifica ci informano che la crisi totale della biosfera è già in atto, e scommettono chi sul 2013 chi sul 2050. Non è un dubbio cosmico come "chi vincerà lo scudetto", ma varrebbe la pena di rifletterci.

Fortunatamente per i dirigenti italiani le tre lettere sacre non sono bio, ma "mio", la miosfera del privilegio e dell'impunità. Quel vulcano è un rompiballe, che probabilmente ha dentro al cratere un ritratto di Che Guevara. Dimentichiamolo in fretta.

Recentemente Obama ha detto che entro il duemilatrenta l'uomo deve assolutamente andare su Marte. Ci viene un dubbio: lo ha detto per desiderio scientifico o sta preparando un'arca di Noè? Sarebbe bello se l'inevitabile nube islandese ci spingesse a pensare alle nubi evitabili del nostro futuro. Ma la fine del mondo sembra ormai l'ultimo grande spettacolo che ci è rimasto. Non conviene rinviarla, abbiamo già venduto tutti i biglietti.

(20 aprile 2010)
Emblematico, come al solito.

giovedì 15 aprile 2010

Un po' di colore

Cliccate sul titolo e muovete il mouse. Mette allegria!

EDIT: è cambiato, non mette più molta allegria...

lunedì 12 aprile 2010

Il prezioso consiglio della mia migliore amica

Qualche notte fa ho sognato di essere al pranzo di Pasquetta con i miei amici. Chiacchieravamo amabilmente, poi la mia migliore amica ha detto una cosa rivolgendosi a me, in merito ad un problema che avevo sollevato. In buona sostanza, mi ha dato il consiglio più appropriato della mia vita: mai, e ripeto, mai ne ho ricevuto uno più azzeccato per la situazione.
Mi sono svegliata poco dopo, felice di aver trovato la soluzione al dilemma che mi tormentava tanto e ripetendo le parole che mi erano state dette in sogno per non dimenticarle. Dopo la colazione, però, il suggerimento è scomparso.
Non ricordo nemmeno l'argomento: ricordo solo l'immagine della mia amica che parlava, sorridente e chiarificatrice, fugando ogni dubbio sul da farsi con la sua bella bambina in braccio.
Qual era il problema che è stato risolto con poche, semplici parole? Sono certa che, se trovassi la risposta a questo quesito, ricorderei anche il prezioso consiglio della mia migliore amica.

martedì 6 aprile 2010

Le mie più sentite scuse

Carissimi,
questo per me sembra essere l'anno degli incidenti diplomatici. Man mano che acquisto sicurezza in me stessa e smetto di farmi pare per ogni cosa che dico o scrivo, mi rendo conto che forse dovrei tornare a tacere.
Tempo fa, ad inizio anno, ho riportato una cronaca non veritiera del festeggiamento d capodanno con voi. Ho colto uno spunto dato da un paio di commenti (non ricordo nemmeno quali o di chi) e ci ho ricamato su, offendendo due amici senza volerlo. Ho scritto senza pensare realmente ai contenuti, cercando di rendere accattivante il testo. Ho sbagliato, e vorrei tanto scusarmi.
Fin da quando ero bambina amavo scrivere e da poco, cioè da quando ho aperto questo blog, ho deciso di scrivere per il puro gusto di mettere una parola dietro l'altra. Ho preso spunto da qualcosa che succedeva, da qualcosa che sarebbe successo o da persone a me vicine e ho espanso questi spunti, non sempre nel modo migliore. Anzi, questa volta, proprio nel peggiore.
Questo errore, questa leggerezza che ho avuto, rischia di costarmi due preziosi amici.
Carissimi, voi due che siete stati offesi dalla mia leggerezza, spero che potrete perdonarmi e prendere questo blog per quello che è: un calderone di idee a cui cerco di dare la forma di un testo.

Ad ogni altro lettore, invece, chiedo di rileggere il post che trovate a questo link pensando alla meschinità che ho dimostrato nel tirare in mezzo degli amici piuttosto che all'evento descritto. E, per il futuro, non considerate fedele a realtà ciò che scrivo, perché sia che si tratti di Anna che di qualunque altro argomento, sono solo tentativi di coltivare una passione che ho dall'infanzia, e per farlo, la realtà diventa uno spunto. Quando parlo di un amico, di un fatto accaduto, ne colgo l'idea di base e lo sviluppo a modo mio. Avrei dovuto dirlo prima, "avrei dovuto" tante cose. Ho lasciato da parte la mia paura del giudizio nel modo sbagliato.

Spero che i miei amici potranno scusare la mia idiozia.