sabato 11 giugno 2011

21 maggio 2011

Sono le otto quando mi alzo dal letto, riposata e curiosa di scoprire cosa mi avrebbe riservato la giornata. In cucina mia mamma e mia nonna mi salutano con allegria mentre si preparano il caffè. Mio papà sta facendo un sudoku al computer, piccola gioia che non si fa mai mancare, nemmeno in un giorno come questo. Nell'arco di un'ora sono vestita, lavata e fuori di casa, scortata dal mio papà e pronta ad affrontare le varie commissioni che mi attendono. Vado dal gioielliere a ritirare il ciondolo che doveva essere pronto una settimana prima, un bel ciondolino anni '50 tramandatomi dalla nonna paterna, in oro bianco con uno smeraldo non particolarmente lucente, tanto che il gioielliere che doveva  restaurarlo l'ha guardato con un po' di sufficienza; io però l'ho sempre amato, e fin da quando ero piccola ho sognato di indossarlo in un'occasione speciale.
La seconda tappa è casa mia, per dar da mangiare ai bambini pelosi e cambiare le lenzuola; il banco della cucina è un disastro, perdo una ventina di minuti a mettere in ordine, pulire e lucidare, mentre il mio cavaliere attende in macchina in divieto di sosta.
Altre due cosette in giro per città e torno a casa alle 11,30 in perfetto orario sulla tabella di marcia. Mia sorella ed il suo compagno sono già lì ad attendere istruzioni, e, pronti, partono con mia mamma per rifinire alcuni dettagli. Dopo circa 1 ora sono di nuovo a casa, ed io sono ormai truccata a puntino. Riscuoto consensi anche dai più insospettabili, oltre alla inaspettata richiesta di mia sorella di farle da truccatrice personale. Entusiasta, raccatto pennelli e matite, fondotinta e crema per il viso e riesco, senza nemmeno capacitarmi del come, a passare un velo di fondotinta sul viso bianco ed aristocratico della mia modella d'eccezione. Il campanello suona alla porta, annunciando l'arrivo della parrucchiera. Poco più di un'ora e sono una vera star! L'ultimo tocco è il vestito, ed i primi partono vero la chiesa. Rimaniamo io, mio papà e l'autista, ossia il compagno di mia sorella. 
Ecco, comincia qui la parte più strana..
L'attesa dell'Autista in strada a fianco di mio papà e le persone che passavano in auto o a piedi che si voltavano a guardarci, sorridenti. Il passaggio per le vie cittadine che conosco tanto bene sul sedile posteriore della macchina bianca mio cognato (il fratello di Matteo) ci ha concesso in modo che l'altro mio cognato (il compagno di mia sorella) potesse portarmi in chiesa, vedendo tutto con occhi diversi. Mi sembrava un viaggio in terra straniera, anche se eravamo sotto casa. 
Poi l'arrivo, scoprire tutta la gente che era lì per noi, comparire sulla soglia e vederlo, bellissimo, elegante come sa essere, raggiante. La sera prima io e papà ci siamo esercitati fino a mezzanotte per non correre lungo la navata, ma mi è stato impossibile. Al suono dell'organo, e sotto gli sguardi contenti dei nostri amici, sono arrivata dal mio promesso. Non ho visto la gente, non ho visto i fiori, il mio sguardo era fisso su Matteo. 
La messa, le promesse, l'anello. Messo sulla mano che lui mi porgeva (la desta) dopo un tentativo di baciarlo causato da una mal comprensione delle istruzioni del prete. Risate generali, anche mie, il che mi rincuora perché temevo di sprofondare nel caso avessi fatto una simile gaffe. Invece no, e tutti ci hanno detto di aver apprezzato la nostra spontaneità! Ben venga!
Ecco, io e Matteo siamo sposati. Finalmente. Dopo 8 anni e 333 giorni, o anche ad 1 mese ed 1 giorno dal nostro 9° anniversario di fidanzamento siamo convolati a giuste nozze.

Il top della nostra torta, ovviamente fatta da mio marito!

Ora che non abbiamo più i logorantissimi preparativi di mezzo ho ritrovato tempo e tranquillità. Posso di nuovo scrivere, riprendendo il progetto lanciato a febbraio e mai più continuato.

3 commenti:

MPC ha detto...

WOW! Un matrimonio di quelli che piacciono a me...
Un abbraccio e mille auguri
Mpc

Anonimo ha detto...

Ciao, sono Dennis.

Sono felicissimo per voi. Appena possibile urge immediata rimpatriata per abbondanti libagioni et gaudio maximo! :)

Irene ha detto...

Grazie ad entrambi.
Mpc, ti sarai stufata di leggere del matrimonio...prometto in futuro le nostre disavventure da giovane copia allo sbaraglio :p
Dennis, non vedo l'ora di partecipare al prossimo evento Clonesco; adesso che non abbiamo altri casini potremo muoverci più facilmente e serenamente ;)

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