martedì 14 giugno 2011

Dimissioni da figlia?

Questa mattina ho fatto il mio solito giro di blog, forum e quotidiani on line, e visitando il blog di Mamma Per Caso, ho letto qualcosa che da lei non mi sarei mai aspettata: una lettera di dimissioni da madre, preparata ed accantonata per evenienze future. Mamma Per Caso, serena ed amorevole, descritta come una "fatina bionda" a cui non pesa mai star dietro a quettro pargoli in piena adolescenza.
Ho letto quello che mia madre mi ha sempre detto tra uno strepito ed una punizione, e questo mi ha riportata a quando mi sentivo incompresa da lei, confusa e fragile. Avrei voluto dare le dimissioni da figlia.
Ero stufa di sentirmi criticare tutto ciò che poteva distrarmi dai miei doveri, sentirmi rimproverare per gli esami mancati, le scelte non condivise, i consigli ripetuti fino allo sfinimento.
Ero distrutta dal peso della solitudine che percepivo dentro di me, il non sentirmi libera di correre da mia mamma a farmi consolare in caso di un errore commesso per aver disatteso i suoi consigli, temendo ripicche ed orribili "Te l'avevo detto, non serve piangere".
Stanca di non poter urlare la mia rabbia, trasformare gli insulti in pianto, pur di sfogarmi perché sapevo che non sarei stata assolta.
Eppure, adesso, leggendo la lettera di Mamma Per Caso, provo una forte empatia per mia madre, per la donna che era durante la mia adolescenza. Mi chiedo quanto abbia sofferto per essere così severa con la sua bambina, quanta dovesse essere la paura di vedermi cadere e rompere in mille cocci da rimettere assieme e, peggio, non essere in grado di farlo senza lasciare crepe. Quante volte avrà voluto dare le dimissioni da madre?
Forse dovevo arrivare a questo punto per poter capire veramente il passato. Magari dovevo accorgermi che, amorevole o severa, nessuna mamma si esime dalla stanchezza e dal logorio del proprio ruolo.
Non posso che ringraziare mia mamma per tutta la sua energia spesa per me, nonostante gli errori e le incomprensioni.
Grazie per non aver mai dato le dimissioni.

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