martedì 9 agosto 2011

L'ape regina


Ieri sera, in città,  ho visto un comportamento che mi ha ricordato una festa a cui ho partecipato un paio di mesi fa. C'era molta gente, ed io conoscevo solo poche persone, quindi mi divertivo ad osservare gli altri in attesa di essere presentati o di presentarmi autonomamente. 
La persona che ho osservato di più in assoluto era una donna incinta, di un paio d'anni più vecchia di me; sarà stata al sesto mese e aveva sul volto un'espressione fiera e calma. Quando è arrivata camminava lentamente e con altrettanta indolenza, ed oserei aggiungere anche con un po' di teatralità, si è adagiata su una poltroncina con braccioli, strategicamente posizionata in mezzo della sala. Suo marito è rimasto in piedi dietro la sedia, le mani posate ora sullo schienale, ora sulle spalle della moglie. Lei osservava le altre donne con alterigia, seduta sul trono con fare imperioso, mentre il marito le girava attorno e le procurava tutto quello che lei chiedeva. Se avessi visto un solo sorriso rivolto al marito che le porgeva da bere o un flebile "Grazie" quando lui, prontamente, le toglieva il piatto sporco dal grembo, o se l'espressione di lui mi fosse sembrata un po' meno rassegnata, non avrei pensato di aver davanti un'ape regina con il suo fuco.
Quello che mi lascia perplessa è che questa non è stata l'unica "Ape regina" che ho visto; donne che si sentono al centro dell'universo per il solo fatto di attendere un figlio, dimenticando che la gravidanza è quanto di più naturale ci sia e relegando il proprio marito, che dovrebbe essere il compagno di una vita, ad un ruolo gregario.  
Da quando la gravidanza è un merito?