lunedì 4 giugno 2012

L'acne felina, la felina con l'acne

Un po' avanti con l'età, ormai, per avere l'acne; a due anni una micia è una giovane gatta, ma non più un'adolescente, e i problemi di brufoli dovrebbe averli completamente evitati o, eventualmente, superati. 
Invece un mese e mezzo fa abbiamo visto delle crosticine sul mento, piccole e nere, che sembravano rimasugli di qualche parassita.
La macchia, dapprima piccola, si è espansa a tutto il mento, sporcando il suo bel pelo corto e bianco; l'aspetto era appiccicoso e, lo ammetto, marcescente; eppure non le faceva male toccando, così, ancora di più, si è radicata nella nostra mente l'idea dei parassiti. 
La veterinaria ci ha colto di sorpresa quando, dopo un brevissimo esame, ha diagnosticato l'acne. 
La cosa, a dire il vero, non è buffa come può sembrare: fortunatamente non ci sono brufoli, che indicherebbero la presenza di infezioni, ma ha i pori dilatati, ha i punti neri, e si formano facilmente delle croste. Dobbiamo pulirla una volta al giorno con una sorta di Topexan felino, e già questo non le piace. Inoltre quel prodotto, che dovrebbe pur essere emolliente, le secca la pelle, e le crosticine che si formano lasciano piccole escoriazioni quando se le gratta via, così il Topexan per gatti brucia.
Ma è brava, non cerca di graffiare per liberarsi, cosa che invece sarebbe più che logica; si limita a guardarci implorante e mugolare. 
Il momento peggiore, per lei, è quando dobbiamo metterle il collare per evitare che si lecchi via la pomata antibiotica che segue la detersione: ok, lo ammetto, questa è la parte comica della faccenda. Non pensate che mi diverta a torturare la mia Echina, ma vedere un gatto che si trasforma in un bassetthound è a dir poco esilarante: ventre basso, occhi cadenti e languidi, quando si avvicina viene annunciata  dal rumore del collare che striscia sul pavimento. Non appena lo indossa sparisce, per ripresentarsi  esattamente un'ora dopo, con quell'atteggiamento felino di resistenza passiva a cui non si riesce proprio a dire di no: stando a distanza ravvicinata, il gatto ti punta addosso gli occhi, e rimane fermo in attesa che tu comprenda il suo disagio. Ho un lungo allenamento alle spalle, quindi con me non attacca, ma, c'è poco da fare, riesce a far veramente molta pena, specialmente perché quando tardiamo inizia a chiamare e piagnucolare.
La adoro, vivo quasi in simbiosi con lei, e soffro nel vederla smarrita, con la testa ciondolante per il peso del collare, impacciata nei movimenti, e che si alza sulle zampe posteriori per riuscire a prendere le misure del salto guardando oltre il bordo del collare. Eppure non posso toglierlo prima che sia passata qualche ora, perché la pomata deve fare effetto.
Tutto questo trattamento però giova poco: l'area si è ridotta, ma non è guarita, quindi dovremo passare alle misure forti e cominciare a somministrarle antibiotico via orale: per fortuna, almeno quello le piace.