domenica 29 luglio 2012

Introdurre un gattino in casa: cosa rimane dopo una settimana


Cosa rimane della prima notte, dopo una settimana abbondante di convivenza tra felini? Rimane una cucciola che cresce a vista d'occhio, che gioca con qualunque cosa mobile o immobile presente nell'appartamento e che comincia a fare le fusa non appena viene sfiorata; e gli altri due? 
L'uno l'ha quasi completamente accettata, tollera gli attacchi perpetrati ai danni della sua coda e qualche volta risponde al gioco con la forza di un gatto adulto di 7 kg, che, per una cucciolotta di 1 chilo e mezzo, è del tutto sproporzionata, tanto da farla volare dall'altra parte del divano con un cazzotto. 
L'altra ha quasi smesso di ringhiare e soffiare, riservando questo trattamento ai soli momenti di maggior gelosia. Ha cominciato a riprendere le vecchie abitudini, ma ogni tanto ci mette alla prova, reclamando le stesse coccole e lo stesso tipo di gioco che poco prima ci aveva visti dare ad Ecate. Di quando in quando, poi, Eco si lascia andare a slanci ludici e fa degli agguati alla piccola, per poi soffiarle subito dopo ma con scarsa convinzione, nell'accorgersi che il destinatario del gioco è proprio la rivale. 
La domanda, però è d'obbligo: avremmo ottenuto in minor tempo questi risultati se, come dicono gli articoli che si trovano in giro (e ne ho beccato uno anche su "Il Piccolo", il quotidiano locale), avessimo tenuto separati i vecchi padroni di casa dalla nuova venuta per un periodo?
Sinceramente non avrò mai la risposta e non mi interessa neppure averla: anche così i rapporti tra i tre sono ogni giorno più sereni, ad evidenza che basta avere pazienza, non allarmarsi e tutto si sistema. 
Si parla di stress degli animali, ma in tutto questo a stressarsi maggiormente siamo proprio noi umani!


domenica 22 luglio 2012

Convivenza con un gatto nuovo di pacca in casa: problemi di comunicazione

Succede tra umani, quindi perché non tra felini? Ecate, due occhi da lemure, un nasino nero  e due orecchione a macchioline dorate, non miagola. Nulla, eh, nemmeno un timidissimo "miu" per richiamare l'attenzione. I due vecchiardi, invece, sono chiacchieroni che interagiscono e rispondono quando noi gli parliamo; intendiamoci, non credo che capiscano tutto, ma rispondono "a tono", ossia in base al tono di voce che noi abbiamo utilizzato.
 Ecco, è proprio questo il nocciolo della questione: Eco ed Erasmo (specialmente lui che è più socievole) hanno l'aria di essere sconcertati dal silenzio di Ecate. Erasmo le si avvicina, la annusa e miagola. Lei non risponde, così lui si irrigidisce e le soffia.
Come al solito, problemi di linguaggio.

sabato 21 luglio 2012

Introdurre un gattino: la notte

Non ho pazienza, e spero che tutto vada bene; sono in cucina, sveglia ormai da un'ora, che osservo la situazione. Ecate ha passato la notte sul letto con noi, mentre Eco vigilava dall'alto dell'armadio. Erasmo ha provato ad avvicinarsi, ma veniva allontanato da un'agguerritissima micetta dagli occhi d'ambra.
Provo una forte pena per tutti e tre, e mi si stringe il cuore a pensare che le cose rimangano così. Erasmo ha appena fatto capolino dalla porta della cucina, gli occhioni da gufo luminosissimi e carichi di paura; no, Eco non ha smesso: si è calmata giusto 5 minuti, ed ora che l'ha visto ha ricominciato a ringhiare. Non smette da quando, alle 4:20, è scesa dall'armadio ed ha ispezionato tutta la camera da letto, sempre ringhiando, sentendo i tessuti impregnati dell'odore della piccolina. Oramai ce l'ha anche con Erasmo, e lo ha aggredito un paio di volte. 
Davanti alla sua rabbia Ecate si fa indietro e si nasconde, ma Eco, in questo modo, è completamente intrattabile. Il povero Erasmo è guardingo e spaurito, Eco vaga (ora senza ringhiare) come un'anima in pena per la casa. Eccola, è venuta da me a reclamare qualche carezza e sembra volermi saltare in braccio, e proprio ora capita il peggio. In diretta: Eco si sta facendo accarezzare sulle mie ginocchia beata e ronfante, mentre arriva l'altra, la quale si piazza sotto la mia sedia. Eco ringhia, salta giù, l'altra risponde, Eco attacca, non vedo Ecate, ma capisco dall'odore che ha preso paura, e tanta: se l'è fatta addosso! Eco va via, forse schifata, Ecate si avvicina alla ciotola, sbadiglia, e torna a piazzarsi sotto al tavolo per starmi vicina. Mi segue, cerca la mia presenza; Matteo è già al lavoro, ed io sono sola con tre gatti spaventati della loro stessa ombra.
Signore e signori della giuria: cosa dovrei fare io adesso? Tornare a dormire, chiudere la porta e lasciare che si arrangino sarebbe la cosa più sensata, ma, come ho già detto, io non ho modo di chiudere le porte. Se torno a letto Ecate viene con me per sentirsi sicura, Erasmo non entra in camera e rischio che si avvii una furibonda battaglia tra le due femminucce proprio addosso a me.

venerdì 20 luglio 2012

Come introdurre un gatto in casa felicemente


On line si trovano un sacco di articoli che dicono tutti la stessa cosa: liberate il nuovo venuto in un territorio neutro, non fate incontrare i vecchi ed i nuovi inquilini per i primi giorni ma fategli comunque capire che in casa c'è un altro gatto, in modo che si abituino.
Bene, io in casa mia non posso relegare un gatto in una stanza per due semplici motivi...primo: non posso chiudere le porte, perché sono scorrevoli e no, non hanno la serratura! secondo: casa mia ha 55 mq calpestabili e rinunciare ad una stanza significa costringere fenomenali poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale.
Quindi, per introdurre la nostra nuova piccinina in casa non ci siamo rivolti agli articoli sempre uguali o rimaneggiati solo nella forma che si trovano in giro, bensì all'esperienza di chi ha già fatto il grande passo.
Cosa abbiamo fatto di tanto eccezionale? Nulla, abbiamo aperto il trasportino, ed aspettato che i tre felini facessero la conoscenza. Ebbene, ci attendevamo scene di ogni genere, ma non di certo quello che abbiamo visto: un gatto di sette chili (sette!) farsi mettere in fuga da una briciola che peserà sì e no 3 etti. Lo stesso si può dire per Eco, la quale, già spaventata dal trasportino che significa "veterinario", si è arrischiata ad uscire da sotto il letto per poi tornarci dopo un acceso diverbio con la nuova venuta.
Ammetto, mi si è spezzato il cuoricino di mamma gatta perché ho temuto di fare a tutti e tre un torto indicibile: ad Erasmo ed Eco l'aver introdotto un'estranea privandoli di serenità e coccole, ad Ecate (questo il nome del nuovo musetto) quella di averla portata via dalla mamma e dai fratellini per lasciarla ad un destino di solitudine felina.
Del resto è normale che si studino e si abituino ai rispettivi odori. Ci vorrà un po', siamo curiosi e fiduciosi.