venerdì 28 settembre 2012

"Studii" prossimi e vanturi

Finito diritto tributario, si comincia la parte contabile. 


Non so prevedere veramente quanto tempo ci metterò, perché, anche se il libro non è particolarmente voluminoso, ritengo, da aspirante Esperta Contabile, di dover approfondire in maniera adeguata la materia ragioneria e contabilità. 

Mi verrà in aiuto la cosa più bella del mondo: la banca dati dell'ufficio! 

Il programma è quello di affrontare nell'ordine i seguenti temi, partendo dai testi che ho a disposizione: 

- Bilancio di esercizio e principi contabili: capitolo per capitolo vedrò cosa e come approfondire, in base al materiale presente in BdC (io amo quella cosa) e, se del caso, acquistando nuovi testi. 

- La contabilità in valuta estera, che è un po' più specifico della prima parte. 

- La contabilità delle operazione straordinarie. 

Tutto questo cercherò di vederlo alla luce dei principi contabili nazionali ed internazionali. 

Ieri ho già cominciato, ma ho fatto poco perché mi sono persa. Comunque ho visto che fortunatamente sta andando giù liscia perché, come dire, in tre anni qualcosa avrò imparato... o no? 

Mi armo di voglia di fare, pallottoliere, e, da domenica, stampante. 


mercoledì 26 settembre 2012

Report n. 2

Ho finito. 
Sinceramente temevo di non farcela, e i dubbi si sono fatti più forti sul capitolo dei tributi locali, che ho profondamente odiato per la sua prolissità esagerata. Mi sono fatta forza pensando a voi che mi leggete pur senza commentare, ed alla promessa che vi ho fatto. 
Il giorno di ritardo è uno, come previsto, ma ormai ho concluso il programma di diritto tributario (parte speciale, s'intende). 
Domani attacco la contabilità: il libro è in ufficio, quindi non riesco a fare un programma adesso, ma domani vi saprò dire. 
Ora mi attende un filetto al pepe verde. 

Buona serata e buona notte a tutti.

martedì 25 settembre 2012

Avanti così!

Dunque, che dire? Non ho finito oggi, ma finirò sicuramente domani. Come previsto, insomma. 
Sono comunque molto soddisfatta del pomeriggio di studio, perché ho recuperato il ritardo che avevo accumulato i giorni scorsi...
...devo ammettere che domenica ho fatto molto poco...e anche ieri non ho studiato quasi niente. Mentre per domenica posso trovare una giustificazione nel sacrosanto diritto al riposo (devo appena prendere il ritmo, non posso pretendere una resistenza da supereroina!), per ieri faccio mea culpa, perché mi sono lasciata sopraffare, di nuovo. La mente ha cominciato a vagare sui campi fioriti della fantasia, ed ho iniziato a pensare come sarebbe se... a fare progetti lontani, astratti ed irrealizzabili senza ingentissimi capitali... insomma, mi sono "pimpinata". 


Oggi no. Oggi ho fatto il mio, senza infamia e senza lode. Dico senza lode perché non è tutto merito mio: il Fato mi ha assistita, portando sfiga a mio marito...non è una bella cosa, ma ne sono contenta. In che senso? Nel senso che Matteo si è comprato la bici per girare in città e con il vecchio adagio dell'elefante, della gallina e della vaselina è riuscito a far entrare la bicicletta nuova in auto per portarla fino a casa... quello che entra dovrebbe anche uscire, dicono, ma pare che l'elefante e la gallina siano rimasti incastrati, così si è reso necessario asportare chirurgicamente la ruota anteriore per estrarre il corpo estraneo dal bagagliaio. Erano circa le 19.30... e avevo talmente tanta fame da trovare appetibili i croccantini dei gatti, ossia l'unica cosa in tutta la casa che potesse ricordare anche solo lontanamente dei biscotti o degli snack. Invece ho dovuto attendere ben due che mio marito finisse di calibrare i freni che non volevano saperne di tornare alla perfetta regolazione iniziale. 
Ho ingannato la fame studiando.

A domani, che si conclude il primo programma!

domenica 23 settembre 2012

Obiettivi


La notte porta consiglio, specialmente quando la passi ad ascoltare i consigli che tuo marito sta dando ad un amico. 
Si parlava di una situazione che questo amico sta vivendo, in cui vorrebbe cambiare l'impostazione della propria vita, ma si sente bloccato dagli obblighi e dalle aspettative che la famiglia ripone in lui. Brutta storia.
Non riesco a ricostruire tutto il percorso dialettico, ma la questione si è conclusa più o meno così:
 
Marito: "In sostanza, devi lottare per il tuo obiettivo, e trovare in esso la forza per i cambiamenti."
Amico: "Ma io non ho un obiettivo..."
Faccia spiazzata di tutti, anche dell'amico che finalmente ha espresso il proprio disagio. Io drizzo ancora di più le orecchie, perché ho realizzato che la situazione mi calza a pennello. 
Marito: "Male questo è!" Non l'ha detto così, ma in quel momento mio marito aveva acquisito la saggezza di Yoda, e di conseguenza la sintassi del simpatico vecchietto verde. Tornando normale ha proseguito: "Ecco il problema. Non si può vivere senza un obiettivo. Se vivi senza un obiettivo è la fine di tutto, non hai nulla per cui andare avanti."

Ha ragione. Io avevo un obiettivo, che ormai ho raggiunto. Dopo quello non riesco a trovarne un altro, e per questo non riesco a trarre da me stessa la forza per impegnarmi al 100% sul lavoro e all'università. 
Nasce tutto da questa domanda, che non mi sono mai posta, perché non ne ho mai avuto la possibilità: 

Ma io, cosa voglio fare da grande? 


Boh?

Intanto facciamo questo esame di stato, poi vediamo dove mi porterà  il vento. 

venerdì 21 settembre 2012

Report n. 1

Ecco, questo è il primo dei report settimanali che posterò per ricapitolare la settimana e fare le previsioni per quella successiva. 
Oggi sono particolarmente stanca, forse a causa della settimana intensa... pare che mi si stia mollando solo ora la tensione dei giorni scorsi. Ho studiato molto poco questo pomeriggio, e lo giustifico con il mal di testa e col fatto che siamo a fine settimana. Non dovrà diventare un vizio, e se dovesse succedere di nuovo ricordatemi che la settimana ha 7 giorni e non 5, e c'è gente che lavora a tempo pieno 6 giorni su 7 (anche 7 su 7 talvolta) senza fare tante storie. 
Spero di rifarmi domani; nutro grandi speranze per domattina, al massimo 30 minuti di computer, e poi mi dovrò impegnare sui libri. 
Giovedì invece è stata una giornata proficua, mercoledì ero ko e martedì ero al lavoro fino ad ore improbabili...
Per concludere diritto tributario non mi manca tantissimo, diciamo 8 capitoli, per un totale di 225 pagine. Domani riuscirò sicuramente a chiudere l'IRPEF e ad attaccare le imposte ipotecarie e catastali, iniziando, probabilmente, il capitolo dell'imposta sulle successioni e sulle donazioni. 
Domenica porterò avanti successioni e donazioni, approfondendo gli aspetti di diritto privato correlati, e se sarò brava chiuderò anche le Accise. 
A lunedì e martedì lascerò il resto, ossia i tributi erariali minori, i tributi locali e la fiscalità dell'Unione Europea.
Si prevede al massimo un giorno di ritardo, se tardo oltre insultatemi pure. 


Il testo su cui sto studiando è questo, e per ora sono particolarmente soddisfatta: a parte certi punti in cui gli autori si lanciano in voli pindarici e in crociate contro il sistema tributario italiano, l'approccio è piuttosto pragmatico e completo...la cosa migliore, inoltre, è che è aggiornatissimo.


E poi si comincia con la contabilità!

giovedì 20 settembre 2012

Coming out

Ho fatto coming out, ora non si torna più indietro: l'universo mondo sa del mio brutto vizio. Oggi è caduta l'ultima pedina, non c'è proprio nessun altro che io possa deludere. Ieri i suoceri, mia mamma e mia nonna, e di riflesso mio papà. Oggi il capo. Credo sia quello che ha reagito con maggior stupore e, mi è sembrato, delusione. 
Insomma, sono arrivata al punto in cui o comincio a risalire, o prendo la pala e scavo...
Non sarà facile, ma ormai so di non essere sola, di poter contare su tutti voi che mi avete scritto in privato e non e che so che continuerete a fare il tifo per me. 

Quindi, ecco il primo consiglio che accetterò: d'ora innanzi cercherò di immaginare i professori mentre fanno la cacca, perché davanti alla cacca siamo tutti uguali. La cacca è uno dei giudici dell'umanità, ed io mi appellerò proprio a lei.

In secondo luogo, se nemmeno quest'immagine riuscirà ad aiutarmi telefonerò alle persone che si sono proposte di farmi da supporto telefonico. 

E, ultimo ma non ultimo, scriverò dei miei progressi sul blog, vi terrò aggiornati con date e dati riguardanti gli esami, il mio programma di studio e simili. 

Ora, ad esempio, non avendo alcun esame universitario in vista, sto preparando l'esame di stato. Un'enormità di materiale da studiare e pochissimo tempo per farlo, tanto per cambiare. Ovviamente non sono digiuna, si tratta se non altro del mio lavoro e di mettere assieme le cose che ho studiato secoli fa, che ho studiato per quei pochi ma significativi esami che ho fatto. 
Certe cose le devo prendere completamente in mano. Sto completando diritto tributario, l'esame saltato l'altro ieri, integrando con i capitoli che non erano in programma ma che sono comunque fondamentali. 

La prima prova dovrebbe essere a fine novembre, e riguarderà ragioneria e contabilità. Le prossime materie di studio, quindi, saranno i principi contabili nazionali ed internazionali, con programma in arrivo a breve su questi schermi. 

Quanto alla colonna sonora...


Ovviamente si accettano anche altre proposte e consigli.

mercoledì 19 settembre 2012

L'ho fatto ancora! fermatemi!

Mi sento un po' come Britney Spears quando canta "Oops!...I did it again". 
Non so se devo preoccuparmi di più per il paragone o per quello che mi è capitato, quello che, nuovamente, mi sono inflitta. Ebbene, fughiamo ogni dubbio: con un bicchiere di vino bianco si trova il coraggio per confessare qualunque misfatto! 
Sono scappata davanti ad un esame. Per l'ennesima volta, cazzo!
Ho passato così la triennale, a scappare davanti ad ogni esame per il quale non mi sentivo preparata adeguatamente. Ok, ammetto, per me "adeguatamente" corrisponde al 30, come minimo, e questo rende l'approccio agli esami veramente difficoltoso. Non sono spocchiosa, sono solo stata educata a pretendere i voti migliori e considerare fallimento ogni cosa non corrisponda al massimo. 
Immaginate che trauma.
Ora, ho 27 anni, sono una (quasi) professionista, ho una casa, un marito e tre gatti, sono immersa nelle prove fondamentali dell'esistenza umana ma davanti ad un professore universitario che deve scrivere un cazzo di numero su un libretto me la faccio addosso e scappo. Come un coniglio.

Nel fallimento
Inaspettatamente
Trovo conforto

Due letture, un doppio senso per così poche parole. Mi piace di più la seconda lettura, quella positiva che mi ha dato lo spunto per questo haiku. 
Inaspettatamente... inaspettatamente l'algida Irene che ha paura di apparire debole (paura, sempre paura) si è confidata con due persone che conosce e la conoscono poco: una vicina di casa ed una collega, ed entrambe hanno detto la stessa cosa: "la prossima volta chiama qua prima di scappare.". Ho trovato supporto da due estranee, estranee alla mia famiglia, alla mia cerchia più stretta, ma mi è bastato aprirmi. 
Oggi ho seguito il secondo consiglio della collega, che mi ha detto: "Bevici su un buon bicchiere, che è un'ottima medicina." Solo ora collego che sto bevendo un vino che mi ha regalato la vicina...coincidenze?
Poco importa, ciò che conta è che sono qui a scrivere e a chiedere aiuto. 
Non voglio più scappare. 
La mia fuga non è solo al momento dell'esame, inizia quando comincio a pensare all'esame: penso che dovrei  studiare, ma non lo faccio: procrastino, così l'esame non arriverà mai. Inizio a studiare, ma la testa vola via. Ecco che fuggo ancora: se non studio non farò l'esame, giusto?
E poi arriva quel giorno, in cui mi sveglio alle 5.30 per finire di ripetere quello che non ho fatto i giorni precedenti...il giorno dell'esame è giunto nonostante i miei sforzi di dilatare il tempo ed io mi sento soffocare. Davanti al professore (ma chi è, poi? Uno come tanti, come i miei clienti, i miei colleghi...che mi può fare di male?) è tanto se mi siedo e domino il panico. Se non riesco giro i tacchi e scendo le scale (ci sono sempre delle scale da scendere!). 
Il danno è fatto: ho buttato via tempo, energia, speranza, soldi. Amor proprio. 
Due "estranee" che hanno tifato per me ed un bicchiere (ok, quattro allo stato attuale) di vino che le accomuna sono state rivelatrici di una grande verità: 
da sola non ce la faccio, ho bisogno di supporto. 
Devo sentirmi dire che 28 non è un fallimento, che dall'università non dipende la vita o la morte, che i professori non sono dei e che non merito la fucilazione se non passo un esame.
Questo chiedo ai miei lettori, contatti amici. Di facebook, magari, ma pur sempre amici, no?

domenica 9 settembre 2012

Catarsi

Ascolti un'amica e ti si innescano una serie di pensieri che trovano radici in un'amicizia finita sette anni prima, per la quale sei sempre stata tormentata dai peggiori sensi di colpa. 
Fino a poche ore fa ho sempre considerato di aver perso un'amica per mia scelta, per mia colpa, per mia invidia. Oggi ho capito che non era invidia, ma rabbia. 
Torniamo, quindi, a 10 anni fa. All'epoca ero al liceo, e per raggiungere buoni risultati mi bastava studiare poco, perché con una sola lettura riuscivo a stampare nella mente una fotografia del libro, che veniva richiamata al momento del bisogno. Avevo una cara amica a cui ho voluto davvero molto bene che invece non riusciva a trovare il proprio metodo, forse perché nessuno le aveva mai insegnato ad averne uno. Mi sono proposta io di aiutarla: per molto tempo, direi per tutta la terza e buona parte della quarta liceo, ho studiato assieme a lei una materia, facendole leggere, ripetere e insegnandole a fare i collegamenti tra un argomento e l'altro. 
In quarta qualcosa si è rotto: il mio rendimento è iniziato a calare brutalmente, non riuscivo più a tenere a mente nulla e, complice la mia tendenza a rimandare, mi trovavo sempre a dover studiare con l'acqua alla gola un'enorme quantità di materiale in due pomeriggi. Con pessimi risultati. Vedevo, invece, che questa mia amica guadagnava terreno e migliorava le sue prestazioni applicando il metodo che le avevo insegnato a tutte le materie. Ho cominciato a provare un forte risentimento nei suoi confronti, e questo mi faceva sentire in colpa. La conseguenza è che, all'ennesimo successo che ha avuto, io non ho retto e l'ho completamente allontanata. Mi sono sentita davvero pessima quella volta e l'impressione di essermi comportata veramente male non mi ha abbandonata fino a... oggi pomeriggio. 
Si dà il caso che questa persona sia legata in maniera indiretta alla sofferenza di una mia amica, per una situazione nella quale ha ricevuto affetto, aiuto, sicurezza, e poi ha abbandonato il nido, volando verso altri lidi e lasciando paura, insicurezza, vuoto. 
La situazione presente ha innescato una carrellata di ricordi dolorosi ed inoltre mi ha dato uno spunto per considerare la situazione da un altro punto di vista; mi sono chiesta: ma dov'era lei quando io avevo bisogno di aiuto per studiare? La risposta è semplice: studiava per sé. 
Mi sono accorta che il risentimenti che provavo non era invidia per i suoi risultati! Era rabbia, perché dopo il tempo, la stanchezza, l'aiuto che le avevo dato, nel momento del mio bisogno lei per me non c'era. Lei volava, io affondavo, e lei non mi tendeva una mano per non farmi annegare. Si limitava dirmi "Dovresti studiare di più..." ossia mi guardava dalla barca e mi diceva "Dovresti nuotare con più forza..." 
E allora non devo sentirmi in colpa; l'amicizia non è finita per la mia meschinità, ma perché, forse, non era vera amicizia. L'amica, quando hai bisogno, ti aiuta. 
Lei non l'ha fatto. 
E non posso colpevolizzarmi per questo. Non avrei dovuto farlo nemmeno per questi sette anni. 
Meglio tardi che mai, comunque.