sabato 27 ottobre 2012

Report n. 5

Ho saltato il report una settimana, e questo perché non ho molto da dire. 
Sul lavoro sono molto impegnata, migliaia di cose da fare che mi rubano tempo allo studio. Ridendo e scherzando ho perso quasi 2 settimane, e fra esattamente un mese avrò la prima prova. Non ho finito ragioneria, sono terribilmente indietro. Spero, la prossima settimana, di avere il tempo per recuperare, evadendo le pratiche indispensabili nella prima mattinata e riservandomi il resto del tempo per andare avanti col programma. 
In più ci si mettono ulteriori beghe condominiali, ed anche questo non aiuta.

Comunque sono iscritta all'esame. "Ovvio", direte voi... ma non lo è. Ho cominciato a studiare ed a scrivere sul blog senza essere iscritta, con il terrore di dovermi iscrivere e cercando di procrastinare il più possibile onde evitare fallimenti. Insomma, cercavo di scappare. Ero persino tentata di lasciar decorrere il termine per l'iscrizione dando la colpa al lavoro, senza dire nulla a nessuno, ma mi sono fatta forza, ho alzato le chiappe dalla sedia e ho consegnato (anzi, inviato per posta raccomandata, che è più comodo) i moduli per l'iscrizione. Qualche giorno fa è arrivata in ufficio la ricevuta di ritorno, con mia somma gioia. Fatta, sono iscritta, non si torna indietro. "Ora non resta che passarlo" mi è stato detto, e così dev'essere. 
Ovviamente quando ho fatto tutto questo? L'ultimo giorno, che non si sa mai...nel caso fossi presa per incantamento e messa in un vasel, ch'ad ogni vento per mare andasse al voler (esclusivamente) mio, più lontano possibile dall'esame di stato.

Intanto, comunque, una cosa carina che mi ha dato fiducia e mi ha richiamata al dovere: ho incontrato in città una mia amica (e sì, parlo di te...) che mi ha chiesto come procede con lo studio per l'esame di stato. Mi ha fatto tantissimo piacere, e mi ha ricordato che mi fa bene scrivere sul blog successi ed insuccessi, perché mi tiene concentrata sul programma. 
Grazie, e grazie a tutti quelli che mi sostengono. 


Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:

e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi.

sabato 13 ottobre 2012

Report n. 4

Che settimana schifosa!
Posso dire di averla persa, di non aver concluso assolutamente nulla. Sono riuscita a fare due capitoli, poi basta. Perché?
Perché ho lavorato, e comunque non sono riuscita a finire quello che dovevo.... motivo per cui tra poco torno in ufficio! Ecco, non posso nemmeno recuperare il tempo perso studiando sabato mattina.
Intanto, però, ho capito l'errore peggiore che faccio a causa della mia lentezza: ad un certo punto, finito di leggere, mi sembra che sia tardi, di aver troppo da studiare senza avere il tempo di farlo, quindi metto via e passo al prossimo argomento. Senza assimilare nulla, perché non ho né dato una seconda lettura, né tanto meno ripetuto ad alta voce. Mi vergogno come una ladra a parlare ad alta voce, mi sembra di parlare da sola, ma è l'unico metodo per capire bene.
Mi sono data ancora una settimana per finire quel libro, e devo stare nei termini. Dopo passerò a ragioneria delle operazioni straordinarie, che devo solo rivedere e ripetere, quindi per quella non posso perdere più di cinque giorni. Diciamo che venerdì 26 devo aver chiuso ragioneria, e passare ad altro, suppongo diritto fallimentare, perché di quello non ho né alba né tramonto.
E tutto questo, aggiungendo il ripasso ad alta voce.

Riuscirà la nostra eroina?

venerdì 5 ottobre 2012

Report n. 3

Grande settimana, questa. Non perché sia andata bene o perché io abbia studiato tanto, ma solo perché è stata carica di emozioni e di avvenimenti. 
Cominciamo dallo studio: totale inattività tra lunedì e martedì, mentre da mercoledì in poi sono andata avanti col programma. Vado lenta, ma vedo che ricordo abbastanza bene quello che leggo, nonostante io non ripeta mai ad alta voce quello che ho studiato prima. Comunque sono a metà del libro, il che va bene, ma peso che prima di due settimane non avrò finito, anche perché vorrei riprendere le operazioni in valuta estera in concomitanza col settimo capitolo, dedicato alle poste in valuta estera. La cosa buona è che il testo mi propone già l'indirizzo nazionale e quello FASB, così faccio presto ad entrare in banca dati e scaricarmi i principi quando il libro non è del tutto chiaro. Insomma, due in uno. 
Domani cercherò di studiare, anche se la voglia di cucinare è tanta, e c'è mezza zucca che attende solo di essere preparata. Ho in mente un pasticcio alla zucca e prosciutto crudo, ma non so ancora come renderlo reale, quindi mi sa che domattina, nell'attesa, studierò almeno un po'. Spero di riuscire a finire le rimanenze di magazzino, ma il capitolo e lungo e c'è poco da fare, è scritto in maniera veramente noiosa! Nonostante tutto, se riesco ad alzarmi prima delle 9 metà del gioco è fatto. In fondo si può studiare anche mentre la zucca si ammorbidisce in forno o al vapore e mentre il pasticcio cuoce. 
Quello che è certo è che la casa è abbastanza pulita, e a parte 10 minuti di swifferata ed altri 15 tra carico e scarico della lavatrice, non dovrò perdere troppo tempo. 
Il segreto sarà non perdermi davanti al computer. 

E ora veniamo agli avvenimenti: lunedì ho scoperto che mio nonno, che non ho mai conosciuto, ha pubblicato un romanzo nel 1938! ho cercato il suo nome per caso e, sorpresa, mi viene fuori un mercatino on line di libri usati sul quale un signore vende proprio quel romanzo lì. Nemmeno mia nonna ne sapeva nulla, visto che ha conosciuto mio nonno molti anni dopo, ossia ben dopo la fine della guerra. Vedete, per me è sempre stato un personaggio lontano e misterioso, perché io non ho mai chiesto per paura di destare ricordi dolorosi causati dalla sua scomparsa prematura e d'altro canto, nessuno mi ha mai presa da parte dicendo "ti racconto di tuo nonno.". Immaginate quindi l'entusiasmo quando ho scoperto di poter prendere un libro che lo riguarda.
Martedì è stata giornata di trattative e contatti sempre riguardo a codesto libro, pertanto ho concluso ben poco. 
Della mia crisi di mercoledì sera ho già parlato abbondantemente nei due post precedenti (grazie Blackstorm per il supporto, commentate numerosi, perché siete numerosi a leggermi e questo mi dà coraggio), e da giovedì tutto liscio.
Domenica so già che sarà vacanza, ma domani...domani chissà!

Ok, mio nonno non era un montanaro, ma ci sta...

giovedì 4 ottobre 2012

Scavarsi la fossa (e metterci dentro la testa)


Ieri sera ho avuto un tracollo. Mi sono lasciata prendere dal panico, esattamente come il giorno prima di un esame. Ma oggi non ho alcun esame: la prima prova scritta è fissata per il 27 novembre, mancano ancora 54 giorni. Non sono tanti, ma possono bastare per preparare bene la prima prova e cominciare con le altre due. Quello che è certo è che entro il 27 ottobre devo avere finito la parte contabile del programma. 

Ma torniamo a ieri: il mio capo ed un collega hanno cominciato a stuzzicarmi facendo domande inerenti al programma di studi, ed io non ho saputo rispondere. Ci sono state due conseguenze primarie, la cui colpa è solo mia: 

1. Sono stata interrotta in quello che stavo studiando, così ho perso la concentrazione e recuperarla non è stato facile. 
2. Sono rimasta mortificata dalle prime due domande, il che ha reso ancora più difficile riprendere lo studio. 

Ma la cosa peggiore è successa con la terza domanda: ho risposto di non saperne niente, anche se qualche barlume d'idea c'era. Non che avessi mai approfondito l'argomento, ma è palese che se l'imposta sulle assicurazioni deve essere alternativa ad un'imposta, quest'altra è l'IVA! Insomma, si è mai registrato un premio assicurativo con IVA? 
Ma la mia risposta è stata: "Non lo so."
Il capo ha fatto come i professori universitari, ossia ha cercato di suggerire la risposta, dicendomi di usare la logica, di ragionare. Cervello bloccato. Avevo due neuroni pelati e vestiti di nero con le sinapsi incrociate e l'aria truce che non lasciavano passare le parole giuste. Spiacente ma "L'IVA, ovviamente." Non erano sulla lista. Sono passate, invece "Non mi chieda di usare la logica adesso." Che faccia fareste voi davanti ad una persona che si rifiuta categoricamente di usare la materia grigia? Ecco, quella è la faccia che ha fatto il mio capo. Poi è uscito. 
Ed io sono crollata, cosciente di aver subito da ma stessa un palese atto di autolesionismo. Mi sto mobbizzando. Mi sto portando al fallimento, come se lo desiderassi.
Ora mi vergogno troppo di tornare in ufficio... non voglio andare a scuola, fatemi rimanere nel cantuccio a dormire finché tutti si saranno dimenticati della stupidata che ho fatto. 

mercoledì 3 ottobre 2012

Andare in mille pezzi

Cosa fare quando bastano tre domande per farti andare in mille pezzi? Non importa quanto io studi, adesso, non posso recuperare tre anni in due mesi. Non riuscirò mai a passare questo esame, tutto quello che voglio fare è scappare, cambiare. Tre domande a cui non so rispondere, a cui, mi rendo conto, non voglio rispondere e mi sembra di sgretolarmi dall'interno.
Da quando sono così debole?

lunedì 1 ottobre 2012

Più di quello che immagini!

Qualche giorno fa, seguendo il consiglio di mia sorella, ho comprato il bicarbonato di sodio per porre rimedio ad un piccolo inconveniente che si manifesta quando per casa ci sono dei gatti: l'odore della lettiera! 
Il problema non è la lettiera, ma l'odore che si appiccica ai suddetti felini quando ne escono, nonostante i costanti tentativi di mantenerla pulita. Basta spargerne un po' sul fondo e i cattivi odori sono catturati, come per magia. 
Il punto, però, non è questo: allegato alla confezione c'era un libretto di istruzioni che ne esaltava i molteplici possibili utilizzi. Nello specifico il bicarbonato può servire a: 
- lavare: frutta e verdura, i bicchieri in modo da averli splendidi e senza aloni, il lavello senza graffiarlo, il frigorifero ed il freezer, il forno, il forno a microonde ed altre superfici lavabili, recipienti di vetro e plastica, la lavastoviglie, il frullatore, il tritatutto e l'impastatrice, i denti, gli spazzolini da denti, i pettini e le spazzole, il bucato, i sanitari (per il calcare, s'intende), la vasca da bagno, la tenda della doccia, il box doccia in generale,  gli scarichi, i tappeti le poltrone e le moquette, l'argenteria, gli animali, i giocattoli degli animali, il barbecue, i mobili da giardino, l'automobile, il sacco a pelo e le tende da cambpeggio, i recipienti da pic-nic;
- deodorare: stoviglie, piatti e taglieri, il frigorifero, i freezer, il forno, il microonde e le altre superfici lavalbili, la lavastoviglie, la pattumiera, le ascelle, i piedi e le scarpe, il cesto della biancheria, armadietti e ripostigli, la puzza del tabacco, la lettiera degli animali, gli animali, gli asciugamani da bagno, l'automobile; 
- fare: dolci lievitati meglio, legumi secchi morbidi, salsa di pomodoro, la selvaggina, dolci più belli (mio marito storce vistosamente il naso...), bevande dissetanti, cibi più soffici e leggeri, bagni tonificanti, pediluvi emollienti, bath balls casalinghe, decorazioni natalizie (per fare la neve...);
- in più serve a: farsi la manicure, lavarsi i capelli per averli morbidi e lucenti, rinfrescarsi la pelle dopo la rasatura, lo scrub del viso: 
- infine, per chi non fosse soddisfatto così, lo si può utilizzare anche per: mantenere la fossa biologica, sgrassare le superfici lavabili, eliminare parassiti ed erbe infestanti, stabilizzare il ph della piscina e...the last but not the least....spegnere piccoli incendi!

Scherzi a parte, questo fine settimana non ho studiato nemmeno un po' perché è stato un tour de force di cose da fare, gente da vedere e compleanni da festeggiare.
In compenso ho visto una mostra di fotografia veramente spettacolare, "NUR, Appunti Afgani", di Monika Bulaj, una fotoreporter che si è attraversata tutto l'Afghanistan per documentarne la realtà. Le foto erano a dir poco splendide, e ho avuto la fortuna di assistere ad una parte della visita guidata con l'autrice.
In buona sostanza: ma perché mi faccio tanti problemi per un esame? C'è gente che si uccide per potere avere quello che ho io...perché ho paura di prenderlo? 

Chissà se il bicarbonato fa anche passare la paura...