sabato 19 gennaio 2013


Sono un caso disperato: il mio panico da performance non si esaurisce in ambito universitario, ma trova la sua massima espressione in una delle cose che preferisco fare. Ossia, cucinare. Nello specifico, quando mi metto ai fornelli per la mia famiglia combino disastri assurdi, benché in privato me la cavi bene. 
Già ora, a due settimane dall’evento non ancora formalizzato, mi chiedo chi me l’abbia fatto fare di invitarli tutti. A breve arriverà il tavolo nuovo e lo voglio inaugurare con una cena a cui sono invitati i miei genitori, mia sorella, chiaramente mio cognato, e mia nonna; paradossalmente, dopo più di due anni che viviamo in questa casa non li ho mai avuti tutti ospiti contemporaneamente, così ho trovato una piccola occasione per festeggiare assieme. 
Già me ne pento. In cucina sono molto sensibile alle critiche, e ancora di più sono vulnerabile a quelle provenienti dalla mia famiglia perché, come nucleo di provenienza, è quello da cui ho avuto più critiche in assoluto in tutta la mia vita; per questo sono guardinga, cerco di prevenire ogni possibile disappunto; sono tesa, quindi cucino male, quindi criticano, quindi la mia frustrazione viene alimentata, quindi la volta successiva cucino male nuovamente, quindi criticano, quindi cucino male… il solito, malefico, circolo vizioso. 

Non che la critica in sé sia negativa, ma ho come l'impressione che qualunque cosa io faccia non sarà mai abbastanza. Non andrà mai bene. 
Devo liberarmi da questo fantasma, partendo dalla calma nello scegliere il menù in base alle mie esigenze (ed ai loro gusti, ovviamente) e cucinare rilassata. 
Cucinare è un piacere, non può diventare un'angoscia. 

venerdì 18 gennaio 2013

Il quindicesimo giorno è arrivato

Cinque ore, una sola pausa pipì, un tramezzino e mezzo litro d'acqua con integratore al guaranà e matè, ossia caffeina con aggiunta di taurina allo stato brado, ottimo surrogato di un thermos di caffè con fenomenali poteri caffeinici in un minuscolo spazio vitale. 

Fatta, andata, credo pure passata. Attendo fiduciosa i risultati e la terza prova scritta che sarà, suppongo, tra un mese o poco più. O poco meno. 
L'argomento era: 


"La procedura di concordato preventivo. La relazione prevista dall'articolo 161 della legge fallimentare." 
Chiaro, semplice, limpido. Legge fallimentare alla mano, calma e sangue freddo.

A meno che io non abbia preso una cantonata, sto procedendo. 
Sono serena...se non avessi ancora tutta quella caffeina/taurina in corpo potrei anche riposarmi. 

giovedì 3 gennaio 2013

Anno nuovo, risultati nuovi

La prima cosa che ho fatto stamattina quando ho acceso il computer è stato guardare il sito dell'università per vedere se erano stati pubblicati i risultati della prima prova scritta.
Responso: ce l'ho fatta, e la seconda prova è tra appena 15 giorni.
Terrore, panico e paura!
Devo dare il massimo, e posso farlo. 

Buon anno a tutti!